venerdì 5 settembre 2014

santa Maria della Croce


Santa Maria della Croce primo capitolo








Irlanda.

Sulle verdi colline dell'Irlanda, un povero pastore peregrinava

tra le terre incolte, sempre più rare,con le sue pecore.

Era l'anno 1851 e la famiglia Doyle contava già

cinque bocche da sfamare. Un bel giorno il pastore Doyle

incontrò un suo parente che si era trasferito in un nuovo

continente, dove chi aveva voglia di lavorare poteva vivere

tranquillo, gestendo le terre che il governatore assegnava a tutti.

Doyle era un buon allevatore di pecore e pensò bene di trasferirsi

nelle nuove terre, dove l'avevano preceduto molti altri irlandesi.

La nuova terra si chiamava Australia e il buon jhon Doyle

alla bella età di 47 anni decise di trasferirsi nel nuovo continente.

La famiglia Doyle vendette quel poco che aveva e parti per

la grande avventura.

Dopo un lungo, snervante viaggio, lo accolse una terra fertile e libera.

 Il suo parente l'aiutò a regolarizzare la posizione di nuovo cittadino

presso le  autorità competenti. La famiglia Doyle si vide concedere

grandi estensioni di terra  ad un prezzo irrisorio, quale canone annuale

e si trasferi nel nuovo Galles.

I Doyle si stabilirono nel territorio di Adelaide.

L'esperto pastore Jhonn Doyle acquistò un centinaio di pecore merinos

e ritornò con gioia al suo consueto lavoro.

La vita della famiglia Doyle ricominciò finalmente serena.

Il capofamiglia lavorava indeffessamente. Sua moglie, la dolce Sally,

ritrovò in po' di felicità. Ella accudiva il marito e i figli con tutto

il suo essere. Non  si dava un attimo di requie e la casetta in legno,

che un tempo era stata abitata dagli aborigeni e mancava dei servizi

essenziali, fu ben sistemata da Sally. I bambini: martin e Rohan

stavano con la madre, perchè ancora  piccoli per andare col padre.

Solo Donovan ,di dodici anni si accompagnava a Jhonn,,rendendosi

utile per le piccole commissioni,o per rimproverare la loro cagnetta

Sile, che da sola faceva il lavoro faticoso. Il piccolo scattante Setter

obbediva alla voce del padrone e teneva in fila tutte le pecore,

facendole rientrare al tramonto nel grande ovile.

I due Doyle, padre e figlio chiuso il recinto cominciavano la mungitura

e la sera li trovava contenti alla preparazione della ricotta

e del buon formaggio. Il giorno dopo Con un carrettino, tirato da

una rozza paziente e mansueta, veniva portato









il fruttato del latte, in in grosso emporio. Ora la numerosa

famiglia Doyle aspettava un nuovo nato con gioia.

Tutto andava bene e i Dpyle si ritagliarono il loro posticino

nella comunità di Adelaide. Passò qualche anno e il nuovo

Gales fu invaso dai cercatori d'oro. L'economia australiana

balzò , come un missile, sui mercati finanziari mondiali.

Tutti svopriromo il nuovo grande continente. Tutti volevano

la lana merinos e qualunque prodotto venisse dall'Australia.

Nel 1855, durante il mese di agpsto, con un sole che picchiava

come il martello di un fabbro, Jhonn zDoyle vide arrivare

una giovane donna , con una sacca sulle spalle e l'aria di chi

non mangia da giorni. Il buon pastore acvolse la povera pecorella,

la rifocillò e la dissetò. La ragazza rinfrancata si mostrò oltremodo

loquace. Coinvolse il Doyle nell'ardente febbre dell'oro e parlò

euforica delle grandi ricvhezze delle cave di Victoria ea riprova

di quel he diceva , mostrò dei giornali. La vicinanza della spregiu-

'dicata ragazza onebriò i sensi d pastore e la simpatia tra i due

sfociò in un rapporto sessuale inebriante. Jhon decise ipso facto

di partire con Ann per Victoria. Abbandonò tutto e non aspettò

nemmeno che Donovan tornasse dalla città. Le pecore si dispersero

ca e Marti e

Rohan grandicelli andavano a scuola, il piccolo Adham sndò allo

asilo. La miseria bussò alle porte dei Doyle ed aveva un viso

scarno, misero, pietoso. Martin e Rohan dovettere furono preda di vagabondi e degli aborigeni, per la famiglia Doyle

fu la rovina. Donovan dovette impiegarsi presso un allevatore, nei

pressi di Sidney, Sally trovò un lavoro come domestica. Martin e Rohan dovettero

abbandonare la scuola, perchè troppo costosa per le sempre più magre finanze

della famiglia. Solo il più piccolo dei Doyle in quel terrobile 1861 frequentava la scuola,

percorrendo una decina di km all'andataned altrettanti al ritorno.

Un piovoso giorno del mese di giugno Adham stava percorrendo la

sua solita strada, che il tempo impietoso aveva ridotto ad in sistema di pozzanghere taliDa non potersi facilmente districare. Il ragazxo gracile e stanco, saltava penosamente di qua e ,

di là, come un uccellino, penosamente. D'improvviso una carrozza si fermò accanto

a lui e lo invitò a salire. Nella carrozza una giovane ragazza gli sorrideva benevola

Come ti chiami? Una voce flautata e un viso d'angelo e èarlava proprio con lui,

cosi sporco e spaurito. Adham rispose il ragazzo con un filo di voce, come

di un passerotto bagnato ed infreddolito. Stavo andando a scuola, ma ora farò tardi.

Il reverendo Woods mi rimprovererà. La giovane con gaiezza: io sto andando nella tua scuola.

Adham sorrise e chinò la testa. Dopo un' infinità di buche , cone Dio volle la carrozza arrivò

nel cortile della parrocchia, reverendo era in attesa della giovane Makillop e fu sorpreso

oltremodonel vedere il piccolo Doyle. Mary helene incrociando lo sguardo interrogativo del

padre, subito lo tranquillizzò. Il ragazzo era stato sorpreso dalla pioggia lungo la strada ed

era in difficoltà per le molte pozzanghere egli avevano offerto un passaggio.

Padre Woods poco dopo presentava la gipvane come la muova maestra.

Adhamm in classe era molto confuso. La giovane Makillop lo mise a suo agio,

interrogandolo in matrmatica, la materia da lui preferita. Egli restò di stucco quando bide come la nuova maestra riusciva a tirar fuori da ognuno, la parte migliore.

Tutti furono entusiasti di Mary, tutti volevano parlare, discitere con lei,

perchè per tutti ella sembrava ina sorella maggiore. Alla fine delle lezioni

Adham fu chiamayo in disparte dalla buona maestra.Ella gli comunicò

che lo avrebbe accompagnato a casa di li a qualche ora e volle sapere

quando avrebbe trovato sua madre in casa. Poi, vedendo la preoccupazione

dipinta nel pallido viso del ragazzo, lo rassicurò con dolcezza. Tutto andava

bene e lei voleva solo saèeredove lui abitava e se poteva rimanere in una

stsnzetta della parroccjia e tornare a casa una volta almese. Adham fu

felice di questa prospettiva, ma poi si rabbuiò, come avrebbe potuto pagare

unaretta? Ancora una volta Mary lesse il suo viso e: starai nella stanza dove

abiterò io e avrai in nuon lettuccio. Glinocchibsereni e felici del ragazzo

dicevano tutto di sè. Quando Mary qualche ora dopo incontrò la nuona Sally

l'accordo fu subito raggiunto. Sally era un po' dispiaciuta per l'alòontamento

del figlio, ma era contenta per lui. Quella sistemazione era di sua completa

soddisfazione. Cosi Adham prese le sue èochwcose e ritornò ad Adelaide

con Mary Helène.














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