lunedì 27 giugno 2016

il lavoro.

Il lavoro è una creatura impalpabile
Da sempre molto Amato.
L'amore è comunque solo al
Primo stadio, fino a che non si
Cominciamo a contare i Soldini
E del proprio tempo si voglia
Disporre a proprio piacimento.
Il lavoro diventa allora un fardello
Da scaricare sulle spalle dei colleghi,
Mentre lo stipendio è molto seguito,
Riverito, coccolato, straamato.
Quando impareremo quali siano le
Giuste priorità della vita?

il giorno

Era appena finito l'ultimo
Giorno dell'anno duemila
E il mondo si era svegliato
nel terzo millennio e nulla
Era successo di irrimediabile.
Nessuna scena di panico nel
Mondo cosiddetto civile, solo
Qualche fanatico aveva tentato
La solita clamorosa strage.
Nelle parti più retrograde del
Nostro pianeta i bambini come
Al solito morivano di fame,
Molti, troppi adulti, nelle loro
Fatiscenti case finivano l'anno
Ubriacandosi o in preda ad
Isterismo urlavano come pazzi
Non si sa quali ingiurie e quali
Minacce al mondo dei diavoli,
Al mondo degli uomini senzadio.
E il mondo ancora eruttava con i
Suoi spettacolari vulcani, ancora
Sventrava i grandi mercantili con
La furia di tempeste, uragani, tifoni
Marini e il mondo ancora correva
Con i suoi treni, i suoi aerei e gli
Uomini nelle loro scatolette chiamate
Auto divoravano le strade come
Immensi, voraci draghi metallici e
Il mondo ancora andava  ...,.....

venerdì 17 giugno 2016

L'aforisma

La scuola è la
fucina delle menti,
La formazione degli
esseri intelligenti.
La scuola è come
la storia maestra di
Vita, peccato che
per gli alunni, di ogni
Razza, ceto e cultura,
l'aforisma sia
Un'autentica bruttura,
inqualificabile,
Incredibile, degna sola
di essere modificabile,
Poiché essa è plastica,
asociale ed adatta
A rendere un servizio
al potere, assoldando
All'uopo giornalisti,
storici, intellettuali.
Che fioritura di esseri
Bestiali! Essi modificano
Il valore degli eventi, in
Realtà stravolgono il normale
Svolgimento degli avvenimenti
E da virtuali carnefici, saranno
Anche loro  vittime del sistema.


Eppure,..,,,

E tu ancora preghi,
Perché il tuo sogno
Ti porta inevitabilmente
Verso il mondo dell'.ultra
Terreno ed ascolti tremebondo
Il silenzio del tuo cuore.
Non pensi più all'amore come
Il possesso dolce o violento
Del corpo femminile. Ora il tuo
Amore è fatto di silenzi, di sguardi
Intensi, di mute parole, di carezze
Tenere da fanciullo innamorato.
E tu ancora preghi, perché nei tuoi
Sogni ora c'è lo spazio per il dolore.
Ogni tanto nella lunga notte asciughi
Con la mano gli occhi umidi di pianto
E vorresti scrivere e dipingere le tue
Forti emozioni. Poi ti svegli e ti scopri
Ancora desideroso di pregare.


giovedì 16 giugno 2016

aquiloni

Un gruppo di bimbi corrono
Felici sul vasto campo brullo
E poche capre magre brucano
La stenta erbetta.
Qualche genitore è accorso
Alla festosa giornata di quei
Bambini pallidi, ma allegri.
La vicina casa di cura indica
Al viandante la provenienza
Di quel gruppo eterogeneo
Eppur coeso di  bambini
  ancor pallidi, smunti,
Ma in evidente via di guarigione.
Tutti si industriano con grande
Voglia di mostrare a se stessi
Di aver ripreso le forze e di essere
Capaci di far volare il proprio
Variopinto aquilone, simbolo
Di gioia, di serenità e fiducia in
Una nuova vita.