Racconti
brevi: è nato! Cosi gridava il neo papà La casa era immersa nel
caos. Tutti correvano di qua e di là , senza sapere realmente che
cosa fare. Era tutto in trambusto la grande casa deii Tamborini. Era
un susseguirsi di '' facciamo questo, facciamo quello, ma non si
riusciva a portare anche un solo bicchiere d'acqua alla signora
Elvira, gran donna, tutta casa e chiesa, amante dei bambini ed
innamorata del suo Guido, agente di commercio, dinamico,
intraprendente, instancabile. Egli
Aveva
attitudine alla comunicazione, un linguaggio fluido, accattivante.
Gli
uomini lo trovavano capace, brilllante.
Le
donne simpatico, allegro. Per Guido esisteva solo la moglie ed oggi
che gli aveva fatto il regalo più grande della sua vita: un figlio,
la sua Elvira era diventata un'anima pura, eletta.
In
casa Tamborini, solitamente deserta, vi vivevano solo i due coniugi
ed un bel pastore
tedesco,
preso dal Tamborini per far compagnia alla moglie, quando lui era
fuori provincia e tornava a casa molto tardi. In effetti Guido,
giovane, robusto, occhi azzurri era diventato agente di commercio
per una scommessa col padre. Questa vita fatta di contatti con gente
sempre nuova, rapporti cortesi, veloci era diventato il suo stile di
vita. Egli vendeva arredamenti per conto di una grossa fabbrica
umbra. E QUASI ogni estate, lui devotissimo di san Francesco, portava
la moglie ad Assisi e poi a Roma, dove un giorno
o
l'altro lo avrebbe ricevuto il papa, tramite i buon uffizi dello zio
monaco di Grottaferrata. A Grottaferrata Guido aveva frequentato il
liceo classico dei monaci di san Basilio.
Grottaferrata
aveva la badia, antico castello medioevale, sede dei monaci basiliani
e sede di formazione dei futuri monaci e dei futuri
sacerdoti(parroci) del rito greco ortodosso bizantino, per le
comunità di origine abanese, presenti nel territorio italiano dalla
fine del 1400. Guido era stato un alunno del seminario greco
albanese ed era diventato frate, poi aveva perso la vocazione all'età
di ventuno anni, dopo aver frequentato il secondo anno di teologia,
era uscito .dal seminario. Aveva poi frequentato l'università
di
Palermo e si era laureato in filosofia. Guido aveva uno zio, fratello
di sua madre, padre Emanuele, monaco basiliano, direttore del
collegio di san Nilo in Roma, presso cui i frati, frequentanti
l'università vivevano, coltivando lo studio ed apprendendo i sacri
elementi
della religione e del sacerdozio attivo. Quando Guido aveva
abbandonato il collegio e gli studi teologici, padre Emanuele,
con
un nodo alla gola, per l'emozione del momento ,lo aveva esortato a
non abbandonare i rapporti con tutti coloro che lo avevano seguito
nel cammino della fede. E gli aveva ricordato che il buon cristiano
può fare opera di evangelizzazione anche nella vita da laico e nella
propria famiglia e nell'attività, con le parole e le opere, come
raccomandava
Gesù
nelle sue parabole. Guido aveva seguito
i
dettami dello zio e si era sempre attivato affinchè tutti coloro
che venivano a contatto con lui potessero in lui riscontrare quanto
il vangelo dice: La tua parola sia chiara e veritiera, non bisogna
preoccuparsi di quel che si mangerà all'indomani e come ci si
vestirà, occorre essere in pace con la propria coscienza ed in
armonia col prossimo. Sia tua la massima: ama il prossimo tuo
come te stesso. Una vita vissuta secondo i dettami della religione ha
sicuramente attirato le simpatie dello zio monaco, che era rimasto
di sasso , quando il suo nipote preferito aveva abbandonato il
collegio. E in un primo momento sembrava aver perso la fede. Poi
Guido conobbe Elvira e tutto si risolse con un commovente
matrimonio, che celebrò con entusiasmo lo zio. Grottaferrata fu il
punto di partenza di questo racconto e sarà il punto di arrivo.
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