giovedì 19 giugno 2014

Racconti brevi. primo capitolo




Racconti brevi: è nato! Cosi gridava il neo papà La casa era immersa nel caos. Tutti correvano di qua e di là , senza sapere realmente che cosa fare. Era tutto in trambusto la grande casa deii Tamborini. Era un susseguirsi di '' facciamo questo, facciamo quello, ma non si riusciva a portare anche un solo bicchiere d'acqua alla signora Elvira, gran donna, tutta casa e chiesa, amante dei bambini ed innamorata del suo Guido, agente di commercio, dinamico, intraprendente, instancabile. Egli

Aveva attitudine alla comunicazione, un linguaggio fluido, accattivante.

Gli uomini lo trovavano capace, brilllante.

Le donne simpatico, allegro. Per Guido esisteva solo la moglie ed oggi che gli aveva fatto il regalo più grande della sua vita: un figlio, la sua Elvira era diventata un'anima pura, eletta.

In casa Tamborini, solitamente deserta, vi vivevano solo i due coniugi ed un bel pastore

tedesco, preso dal Tamborini per far compagnia alla moglie, quando lui era fuori provincia e tornava a casa molto tardi. In effetti Guido, giovane, robusto, occhi azzurri era diventato agente di commercio per una scommessa col padre. Questa vita fatta di contatti con gente sempre nuova, rapporti cortesi, veloci era diventato il suo stile di vita. Egli vendeva arredamenti per conto di una grossa fabbrica umbra. E QUASI ogni estate, lui devotissimo di san Francesco, portava la moglie ad Assisi e poi a Roma, dove un giorno

o l'altro lo avrebbe ricevuto il papa, tramite i buon uffizi dello zio monaco di Grottaferrata. A Grottaferrata Guido aveva frequentato il liceo classico dei monaci di san Basilio.

Grottaferrata aveva la badia, antico castello medioevale, sede dei monaci basiliani e sede di formazione dei futuri monaci e dei futuri sacerdoti(parroci) del rito greco ortodosso bizantino, per le comunità di origine abanese, presenti nel territorio italiano dalla fine del 1400. Guido era stato un alunno del seminario greco albanese ed era diventato frate, poi aveva perso la vocazione all'età di ventuno anni, dopo aver frequentato il secondo anno di teologia, era uscito .dal seminario. Aveva poi frequentato l'università

di Palermo e si era laureato in filosofia. Guido aveva uno zio, fratello di sua madre, padre Emanuele, monaco basiliano, direttore del collegio di san Nilo in Roma, presso cui i frati, frequentanti l'università vivevano, coltivando lo studio ed apprendendo i sacri

elementi della religione e del sacerdozio attivo. Quando Guido aveva abbandonato il collegio e gli studi teologici, padre Emanuele,

con un nodo alla gola, per l'emozione del momento ,lo aveva esortato a non abbandonare i rapporti con tutti coloro che lo avevano seguito nel cammino della fede. E gli aveva ricordato che il buon cristiano può fare opera di evangelizzazione anche nella vita da laico e nella propria famiglia e nell'attività, con le parole e le opere, come raccomandava

Gesù nelle sue parabole. Guido aveva seguito

i dettami dello zio e si era sempre attivato affinchè tutti coloro che venivano a contatto con lui potessero in lui riscontrare quanto il vangelo dice: La tua parola sia chiara e veritiera, non bisogna preoccuparsi di quel che si mangerà all'indomani e come ci si vestirà, occorre essere in pace con la propria coscienza ed in armonia col prossimo. Sia tua la massima: ama il prossimo tuo come te stesso. Una vita vissuta secondo i dettami della religione ha sicuramente attirato le simpatie dello zio monaco, che era rimasto di sasso , quando il suo nipote preferito aveva abbandonato il collegio. E in un primo momento sembrava aver perso la fede. Poi Guido conobbe Elvira e tutto si risolse con un commovente matrimonio, che celebrò con entusiasmo lo zio. Grottaferrata fu il punto di partenza di questo racconto e sarà il punto di arrivo.

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